Confronta

Bonus casa 2020: requisiti e agevolazioni per acquisto e ristrutturazione

Bonus casa 2020: requisiti e agevolazioni per acquisto e ristrutturazione

Parliamo chiaramente: chi ha tutto il capitale necessario per comprare casa? Davvero pochi. Quindi il mutuo per la prima casa è un passo obbligato. Se poi c’è da metterci mano… Prima di farsi prendere dall’ansia però è il caso di fare una panoramica degli aiuti, incentivi e agevolazioni nazionali e provinciali per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa. Pronti a prendere appunti?

Bonus prima casa 2020, cos’è e come funziona

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa consistono in una riduzione notevole delle imposte dovute a fronte del possesso di determinati requisiti. A causa dell’emergenza i termini per ottenere i requisiti sono stati sospesi dal 23 febbraio fino al 31 dicembre 2020, i termini ordinari inizieranno a decorrere nuovamente dal 1° gennaio 2021. Entriamo nel dettaglio.

Agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’abitazione principale

  • Riduzione dell’iva dal 10 al 4% se l’acquisto avviene direttamente dall’impresa costruttrice con un’imposta ipotecaria e catastale fissa di 200€
  • La stessa imposta di 200€ viene applicata in caso di acquisto per successione o donazione
  • Per l’acquisto da privato l’imposta di registro scende al 2% con imposta ipotecaria e catastale di 50€
  • Il bonus prima casa per i soggetti che vendono e riacquistano casa entro 12 mesi usufruendo delle agevolazioni prevede la possibilità di sottrarre l’imposta da pagare con quella già pagata per l’acquisto della precedente abitazione.

Accanto alla riduzione delle imposte dovute, chi acquista un’abitazione può accedere, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi:

  • Alla detrazione Irpef del 19% e fino a 1.000 euro per le spese di intermediazione immobiliare.
  • Alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo.

Requisiti Bonus prima casa 2020 per accedere alle agevolazioni fiscali

  • Non possedere abitazioni in tutto il territorio nazionale per i quali si è fruito delle agevolazioni, oppure venderle entro 1 anno;
  • Non essere proprietario di abitazione nello stesso Comune in cui si richiedono le agevolazioni per l’acquisto della prima casa;
    essere residente nel Comune in cui si acquista casa o stabilirvi la residenza in 18 mesi dall’acquisto agevolato, ovvero dimostrare che la propria sede di lavoro è situata nel suddetto Comune;
  • Non essere titolare di diritto d’uso, usufrutto o abitazione di altro immobile nello stesso Comune in cui si richiede l’agevolazione sull’acquisto della prima casa.

Per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal Bonus prima casa 2020 anche l’abitazione acquistata deve rispettare alcuni requisiti.
Il Bonus prima casa infatti spetta esclusivamente per gli immobili appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • A/2 (abitazioni di tipo civile);
  • A/3 (abitazioni di tipo economico);
  • A/4 (abitazioni di tipo popolare);
  • A/5 (abitazione di tipo ultra popolare);
  • A/6 (abitazione di tipo rurale);
  • A/7 (abitazioni in villini);
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Le agevolazioni, inoltre, spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio rimesse e autorimesse) e C/7 (tettorie chiuse o aperte), ma limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. È comunque necessario che la pertinenza sia destinata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che quest’ultima sia stata acquistata beneficiando dell’agevolazione “prima casa”.

Il Bonus prima casa non spetta, invece, per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 ( abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico).

Agevolazione ristrutturazione prima casa

Bonus casa 2020: tutte le agevolazioni per ristrutturare

Chi di noi non è saltato sul divano quando ha sentito parlare della detrazione fiscale del 110% e non ha iniziato a pensare a cosa c’è da fare in casa? E chi invece una casa la sta acquistando, non ha forse pensato di inserire qualche lavoro di sistemazione in più?

Il Decreto Rilancio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020, numero 34 stabilisce le regole per ottenere una detrazione fiscale del 110%, spalmata in 5 anni, delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione effettuati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, con la possibilità di cedere questo credito all’azienda che effettua i lavori, senza quindi sborsare un solo euro. Ma ad oggi in molti, aziende comprese, si chiedono quali siano i requisiti e le regole da seguire. La questione è piuttosto fumosa ma proviamo a fare ordine.

Chi usufruisce del Super-bonus del 110%?

Il Super-bonus al 110% si applica a tutti gli interventi di risparmio energetico realizzati sugli interi edifici, di proprietà condominiale o privata, ma solo nel caso in cui l’abitazione sia destinata a prima casa. I lavori sugli edifici unifamiliari rientrano nel bonus solo se adibiti a prima casa. Per le seconde case il bonus è applicabile solo se fanno parte di un condominio.

Il contribuente che, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, sostenga spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, di restauro della facciata, di migliorie antisismiche e di efficienza energetica, può ottenere una detrazione fiscale del 110%, spalmata in 5 anni.

In alternativa il bonus può essere trasformato in credito di imposta, usufruendo subito dello sconto fiscale. O ancora, è possibile ottenere uno sconto sul prezzo da pagare al fornitore che esegue i lavori, da quest’ultimo recuperato dal fisco sotto forma di credito di imposta oppure con facoltà di cessione ad altri soggetti. La procedura della cessione del credito è in via di definizione quindi non si hanno ancora notizie certe. L’importante è che l’azienda a cui ci si rivolge sia in grado di sostenere l’onere posticipando di fatto il proprio pagamento.

Tre sono le categorie di intervento interessate dal bonus 110%:

  • Cappotto termico dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie totale. I materiali isolanti impiegati devono rispettare i requisiti previsti dal decreto Ambiente dell’ottobre 2017. E’ necessario migliorare la prestazione di almeno 2 classi energetiche, dimostrabile attraverso l’APE Attestato di Prestazione Energetica, rilasciato da un tecnico abilitato prima e dopo l’intervento di miglioria.
  • Installazione di impianti di riscaldamento e raffreddamento, installazione di pompa di calore, impianti ibridi o geotermici, tutto con requisiti di alta efficienza energetica.
  • Installazione di caldaie ad alta efficienza per unità immobiliari intese come prima casa del contribuente. Per tutte le categorie bonus previsti anche per le seconde case, ma solo se i lavori interessano anche il condominio.

Esiste la possibilità di cumulare uno dei tre interventi ad altri di efficientamento energetico, già previsti dalla norma per il 2020, ma di bonus inferiore (installazione di pannelli solari, di finestre termoisolanti, di tende da sole con capacità di schermatura certificata ed espressa in Gtot da 0 a 4), che possono così usufruire del superbonus del 110%.

Tutti gli altri interventi compresi nel Bonus casa 2020

I bonus stabiliti dal Decreto Rilancio si aggiungono a quelli precedenti ancora in vigore.

  • Bonus ristrutturazione del 50% per il recupero del patrimonio edilizio con limite massimo di spesa di 96.000 euro. Detrazione ripartita in 10 anni (invece dei 5 previsti dagli interventi previsti dal Decreto Rilancio).
  • Bonus mobili ed elettrodomestici del 50% per arredare immobili ristrutturati.
  • Bonus verde, detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2020 per i seguenti interventi: sistemazione a verde di aree scoperte e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
  • Ecobonus al 50% e al 65% per pannelli solari, al 65% per caldaie a condensazione
  • Bonus facciate al 90% per tinteggiatura o rifacimento delle facciate solo in caso di interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino l’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente complessiva totale dell’edificio.
  • Bonus infissi del 50% in caso di sostituzione di finestre comprensive di infissi che migliorino la prestazione energetica dell’edificio e rispettino i requisiti di trasmittanza termica U (W/m2K), riportati in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
  • Bonus pompa di calore del 65% per la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza, o sistemi geotermici a a bassa entalpia. Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
  • Sismabonus, la detrazione è elevata dal decreto rilancio al 110%, purché gli edifici non siano ubicati in zona sismica 4. Questi interventi di adeguamento sismico danno diritto alla detrazione del 90% sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità.

Incentivi e agevolazioni provinciali: è finita la pacchia?

10 anni fa comprare casa in Trentino era, non dico una passeggiata, ma di sicuro molto più facile. Erano tempi d’oro per le giovani coppie: mutui agevolati, finanziamenti a fondo perduto, mutui a tasso zero. Acquistando la prima casa una giovane coppia poteva accedere ad un mutuo a tasso zero fino al 75% del valore della casa, completamente coperto da mamma Provincia, aggiungendo a questo un mutuo decisamente più accessibile con le banche convenzionate per il restante 25%.

Nel corso degli anni le agevolazioni sono state sempre meno generose. Non ci vogliamo sbilanciare sui prossimi mesi perché l’emergenza Covid ha fatto saltare tutto. È probabile (e auspicabile) che per rilanciare l’economia la Provincia di Trento decida di reinserire alcune misure a supporto dell’acquisto o acquisto/ristrutturazione della prima casa, ma come ben sapete la situazione è tanto caotica che esporsi su previsioni a breve-medio termine non è assolutamente possibile. Molto dipende da quanto si riuscirà a ricavare con il Decreto Rilancio e le iniezioni di liquidità provenienti dall’UE, quali saranno le misure definitive e in che modo verranno utilizzati i fondi.

Se qualcosa di buono può essere venuto dall’emergenza, anche se ne avremmo fatto volentieri a meno, è stata una forte spinta all’innovazione e ad una presa di coscienza della necessità di un cambiamento green. La pioggia di euro che sembra arriveranno dall’intervento dell’UE supporterà gran parte delle iniziative nazionali e locali per l’edilizia abitativa.

Pare quindi che questo sia uno dei momenti più interessanti per lanciarsi nell’acquisto della prima casa.

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Annalisa

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