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Il mercato immobiliare dopo il coronavirus: previsioni e dati

Il mercato immobiliare dopo il coronavirus: previsioni e dati

Agosto è un mese notoriamente calmo per le agenzie immobiliari. È il mese in cui rallentiamo e raccogliamo dati, studiamo e prepariamo ancora più materiale per i nostri clienti, pronti a ripartire a settembre. In questo primo semestre anomalo ci siamo trovati di fronte a situazioni davvero inedite e abbiamo bisogno di tirare le somme.

Cosa è cambiato dopo il lockdown

La situazione economica è drasticamente cambiata. Osservando la realtà che ci circonda questo è il quadro che tutti noi ci siamo fatti.

  • Molte persone hanno perso il lavoro, sono state o sono ancora in cassa integrazione, interi settori sono stremati dalla crisi (ristorazione e alberghi solo per citare quelli che hanno avuto tutto l’impatto drammatico nel turismo). La loro situazione economica è peggiorata notevolmente. C’è chi si barcamena e chi inizia ad affogare nei debiti.
  • Molti possibili acquirenti si sono messi in attesa di vedere cosa accadrà. Avranno ancora un lavoro tra qualche mese? Guadagneranno abbastanza? Dovranno trasferirsi per lavoro? Meglio aspettare prima di imbarcarsi nell’acquisto di un immobile e nell’accensione di un mutuo.
  • Le richieste di affitto sono aumentate. Il concetto di proprietà per alcuni è diventato secondario. Una casa è un impegno economico importante, anche solo per le spese di manutenzione. Le fasce più fragili della popolazione iniziano a valutare l’affitto come alternativa all’investimento immobiliare. La prospettiva di investire per le future generazioni cede di fronte alle necessità immediate.
  • Dall’altra parte per altri il mattone resta il bene rifugio più sicuro su cui investire, come da buona tradizione italiana.
  • I tassi di interesse sono ai minimi storici e accendere un mutuo in questo momento è assolutamente conveniente
  • Avere l’opportunità di un bonus del 110% per la ristrutturazione è uno stimolo interessante per sistemare casa o per fare un ottimo affare con immobili da acquistare a prezzi abbordabili. Questo al momento, sebbene non siano ancora chiare le linee guida del governo e non sia ancora chiaro quali interventi siano ammessi e quali le modalità.

Il settore immobiliare dopo il lockdown: i dati e le previsioni

È molto difficile fare delle previsioni precise, perché in realtà nessuno sa come andranno le cose nel prossimi mesi e anni. Il rischio però è quello di sottostimare la ripresa creando più incertezza nell’opinione pubblica e bloccando di fatto le compravendite in una profezia che si autoavvera. In realtà i dati sono incoraggianti.
Al momento prevale una comprensibile incertezza che farà chiudere il 2020 in contrazione, ma in molti esperti ritengono che i prossimi 5 anni si potrebbe vedere un’importante ripresa, come è accaduto dopo ogni crisi economica degli ultimi 50 anni.

Stime del fatturato immobiliare in Italia per il 2020

Stima delle compravendite immobiliari 2020

Previsioni prezzi e canoni immobiliari 2020

(Scenari Immobiliari, istituto indipendente di studi e ricerche)

Le reazioni alla pandemia da Covid sono molto diverse da quelle avvenute, per esempio, alla spagnola di inizio XX secolo, o perfino alla crisi dei mutui subprime. In particolare i cambiamenti necessari coinvolgeranno ora più che mai il settore immobiliare, dato che occorrerà ripensare comunicazioni e spostamenti, lavoro, scuola, turismo, luoghi della cultura e del divertimento. Qualcosa nella percezione e nelle esigenze dell’immobiliare residenziale è cambiato, e se le tendenze verso il green, la sostenibilità o lo smart living erano già in corso e quindi proseguiranno rafforzate, il rapporto con lo spazio privato delle abitazioni e quello pubblico del lavoro, soprattutto delle loro dimensioni fisiche, si modificherà.
Allo stesso tempo, per buona parte della popolazione, il minor reddito determinerà un irrigidimento della situazione abitativa in essere. Quanto alle locazioni, nelle aree urbane è prevedibile un allentamento della pressione della domanda abitativa con conseguente compressione dei livelli dei canoni che tenderanno a riallinearsi alla situazione pre-coronavirus solo dopo la piena ripresa di tutte le attività.” (Scenari Immobiliari)

Devi vendere casa? Ecco 4 trend su cui puntare

A breve termine quindi si assisterà ad uno slittamento sulle conclusioni di acquisto, ma nel lungo periodo non si ridurrà la domanda sugli immobili. Anche in questo periodo gli immobili non perdono per gli investitori il loro potenziale di attrattiva. Una casa di proprietà rappresenta uno stabile investimento e un bene rifugio anche in tempi di crisi.

Attualmente ci troviamo in una fase di crisi che riusciremo a superare. Successivamente, l’economia avrà l’opportunità di riprendersi e il mercato degli immobili riacquisterà nuovo slancio.

Quindi ecco su cosa puntare nei prossimi mesi:

  1. Non rimandare la vendita del tuo immobile. Lo sappiamo che la tentazione è grande, ma ci sono ottimi motivi per non rimandare la vendita del tuo immobile. Soprattutto in questo momento i tassi di interesse sono molto bassi, poco sopra l’1%, ed è molto conveniente acquistare casa. Il livello di attrattiva è costante sia per gli investitori che per i potenziali acquirenti.
  2. Le ristrutturazioni sono in aumento. Molti approfitteranno di Ecobonus e Sismabonus per fare notevoli miglioramenti. Se il tuo immobile è un po’ datato e una buona ristrutturazione può fargli guadagnare due classi energetiche questo è il momento di vendere.
  3. Le persone cercheranno abitazioni più grandi e con spazi all’aperto. Il lockdown ha messo in evidenza tutti i difetti degli immobili. Sempre più acquirenti cercheranno case grandi con spazi adeguati per tutti i componenti della famiglia e modulabili, buoni e attrezzati spazi all’aperto (balconi grandi, terrazze, giardini) e ambienti polifunzionali.
  4. Lo smart working influenzerà le scelte d’acquisto. Chi ha fatto un periodo di smart working o lo sta ancora facendo sa bene cosa significhi lavorare negli spazi domestici, specie quando si tratta di spazi condivisi; per questo si ricercheranno sempre più spesso abitazioni con spazi aggiuntivi da adibire a ufficio o seconde case dove poter esercitare in tranquillità il proprio lavoro da remoto, magari raggiunti dalla fibra.

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Annalisa

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